Beati i miti perché avranno in eredità la terra.

Il termine mite vuol dire dolce, gentile…privo di violenza.Essa si manifesta nei momenti di conflitto.Chiunque è mite in momenti di serenità, ma è difficile esserlo in momenti di difficoltà. San Paolo ci parla della mansuetudine di Cristo, il quale si affidava a colui che giudica con giustizia, nella Passione. Nella scrittura il mite indica colui che non ha proprietà terriere.La terza beatitudine ci dice che i miti avranno in eredità la terra.Il salmo 37, mette in relazione la mitezza e il possesso della terra. Il possesso della terra è spesso l’ ambito del conflitto. Spesso si combatte per le terre. Il più forte prevale e conquista le terre.Qui i miti non conquisterranno la terra, bensì la ereditano.Nelle scritture il verbo ereditare ha un senso grande.

La terra d’ Israele è un dono, una promessa, e diventa segno grande.

C’è una terra che si chiama cielo, verso cui noi siamo destinati e in cammino.Il mite non è un codardo o un vigliacco. Il mite non sta lontano dai problemi; il mite non è un accomodante che si difende,ma colui che difende la pace e il suo rapporto con Dio.Le persone miti sono persone fraterne ,fiduciose e con speranza.Il peccato d ‘ira è l’ opposto. Dobbiamo rovesciare la beatitudine e chiederci quante cose abbiamo distrutto con l’ ira perdendo il controllo, rovinando il rapporto e perdendolo per sempre.

La mitezza è conquista,capace di vincere il cuore e salvare le amicizie.

Massimiliano Capocasale

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