Quarta domenica di avvento

I segni e l’obbedienza della fede.
Ci viene detto di non chiedere segni…quello che è dato e di cui dobbiamo fidarci rappresenta l’impossibile, il non ragionevole: una vergine partorisce un figlio!
Il Signore chiede di camminare sul sentiero dell’impossibile…
Questo è fuori da ogni logica e, soprattutto, dalle ordinarie possibilità…ma noi chiediamo a Lui segni che riconducono tutto alle nostre possibilità e condizioni?
Anche l’atteso salvatore si manifesta per vie incomprensibili e paradossali…però tutto si realizza, malgrado le nostre incapacità di comprendere…
Questo è il segno richiesto…l’obbedienza della fede…una fede che sa veramente affidarsi, soprattutto dinanzi ai paradossi della vita.
Fidarsi di Dio quando tutto è buio è il segno che accende una piccola luce nella vita…anche quando tutto sembra complicarsi e una soluzione appare impossibile si nostro occhi.
L’obbedienza della fede è accettare di avere gli occhi di Dio per guardare la vita nella sua essenzialità e rintracciare i suoi segni nella complessità delle tante nostre vicende.
Si scoprono nuovi modi per valutare situazioni e vicende che si presentano come insormontabili.

+Orazio Francesco Piazza

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